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Imhotep
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Imhotep, chiamato anche "Immutef", "Im-hotep", "li-em-Hotep" o "Imouthes" secondo Africano (2700 a.C. circa – 2630 a.C. circa), è stato un architetto, medico e astronomo egizio vissuto nel corso della III dinastia.
Contents
• Note
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Biografia
Imhotep, figlio dell'architetto di Menfi Kanofer e della giovane Khreduonkh, proveniente dalla provincia di mwngMendes, ricevette un'educazione liberale e si distinse fin dalla giovane età per la sua poliedricità intellettuale.cite-ref-1[1] I suoi meriti lo condussero a ricoprire con prestigio la carica di mwowvisir sotto il regno di mwpaZoser, potendo, in tal senso, essere assimilato al personaggio biblico mwpqGiuseppe, figlio di mwpgGiacobbe, anch'egli consigliere prediletto di un faraone.cite-ref-2[2] Benché non siano disponibili fonti accurate sulle mansioni svolte da Imhotep in persona, i titoli attribuitigli sono molto indicativi della sua posizionecite-ref-3[3]:
«Cancelliere del faraone d'Egitto e a lui solo secondo, dottore, amministratore del Gran Palazzo, di nobiltà ereditaria, sommo sacerdote di
Eliopoli
, architetto, capo carpentiere, capo scultore e capo vasaio.
»
Le origini del nome
I nomi propri di persona terminanti in "ḥtp", o composti con nomi di alcune divinità riconosciute (eccetto mwtwOsiride, mwuaIside o mwuqNefti), erano una pratica comune in tutto l'Egitto antico.cite-ref-cita-hurry-p95-5-0[5] In suddetti nomi composti, il termine "ḥtp" rappresenta il participio del verbo "ḥtp", che significa "soddisfare", ed il suo uso in forma nominale può essere tradotto come "colui che soddisfa" o "colui che porta soddisfazione". Tuttavia il nome Imhotep sembrerebbe discostarsi dal semplice abbinamento "divinità-ḥtp", a vantaggio di una sfaccettatura più complessa in cui "ḥtp" può essere tradotto con "pace" o "soddisfazione".
Alla luce di ciò, Imhotep sembrerebbe significare "colui che viene in pace", un nome decisamente appropriato e calzante per un personaggio ritenuto chiave nella storia della mwvwmedicina egizia. Va tuttavia sottolineato che non v'è certezza in merito alla reale pronuncia della lingua egizia e, per tal motivo, sono state avanzate numerose ipotesi in merito alla corretta compitazione del nome stesso.cite-ref-cita-hurry-p95-5-1[5]
Imhotep come architetto
Imhotep, "il coordinatore di tutti i lavori del faraone", fu anche un architetto di primo rango e fu probabilmente l'ideatore della piramide a gradoni di mwzaSaqqara, meglio conosciuta come mwzqpiramide di Zoser.cite-ref-6[6]
L'arte produttiva di Imhotep è inoltre associata al primo tempio di mwawEdfu, che si tramanda sia stato realizzato a partire da un progetto d'ispirazione divina:
«Il direttore dei lavori fu Imhotep, il figlio di
Ptah
, il grande Dio di Menfi, e padre e figlio, unendo le loro forze, produssero il primo tempio a
Edfu
, in uno dei periodi più antichi della storia egizia.
»
(I sacerdoti di Edfu in merito alle origini del loro tempio.)
Imhotep come poeta
Imhotep era ben fiero di essere considerato "uno dei grandi saggi d'mwcwEgitto"cite-ref-8[8] e la sua fama perdurò anche molti secoli dopo la sua morte. I suoi motti erano rinomati per il ritmo e per la correttezza formale. Un'interessante nenia, conosciuta anche come "il canto dell'arpista dalla tomba del re Antef"cite-ref-9[9], condensa appieno la filosofia di Imhotep, che può essere riassunta nell'oraziano "mwfanunc est bibendum" ovvero "ora bisogna bere".
La canzone, in particolare, riflette sulla caducità della vita, sottolineando come ogni attimo vada goduto come fosse l'ultimo:
«Tutti acclamano il faraone, il buon uomo,
il cui corpo è destinato ad appassire, mentre i suoi figli sono destinati a perdurare ancora a lungo.
Le divinità, ormai da tempo, giacciono nelle loro tombe, e le mummie di uomini da lungo morti; lo stesso per ricchi e poveri.
Sarebbe tuttavia limitativo ridurre la filosofia di Imhotep alla mera analisi di questo passo; non v'è dubbio infatti che egli sia stato autore di passi dalla dignità morale ancor più alta.cite-ref-11[11] La figura di Imhotep inoltre è spesso messa in relazione con quelle di altri due pilastri della cultura egizia: mwiaKagemni, ultimo esponente della mwiqterza dinastia, e mwigPtahhotep, alto dignitario del mwiwfaraone mwjaDjedkara Isesi.
Imhotep come medico
In Egitto, Imhotep era conosciuto come un medico eccezionale e dalle straordinarie abilità curative. Fu una figura fondamentale per la mwlamedicina del tempo in quanto ritenuto autore di uno dei più antichi trattati medici ritrovati, noto come il mwlqpapiro Edwin Smith, in cui sono raccolti e descritti ben 48 casi clinicicite-ref-12[12]:
• 27 traumi alla testa (casi 1-27)
• 6 traumi al collo (casi 28-33)
• 2 fratture alla clavicola (casi 34-35)
• 3 traumi alle braccia (casi 36-38)
• 8 traumi allo sterno ed alle costole (casi 39-44)
• 1 tumore ed 1 ascesso nel petto (casi 45-46)
• 1 trauma alla spalla (caso 47)
• 1 trauma alla colonna vertebrale (caso 48)
Il papiro Edwin Smith, con i relativi stralci riguardanti i traumi alla testa, hanno animato vivacemente il dibattito medico: dall'anamnesi dei singoli casi trasparirebbe una conoscenza embrionale delle funzioni del liquido cefalorachidiano, al punto da poter ritenere Imhotep lo scopritore dello stesso, per quanto non venga mai citato specificamente.cite-ref-13[13]
La sua fama è legata inoltre alla cosiddetta mwqqstele della carestia, epigrafe ritrovata sull'mwqgisola di Sehel, su cui è incisa la leggenda dei sette anni di carestia: a seguito di un lungo periodo di secca del mwqwNilo, Zoser si rivolse direttamente ad Imhotep chiedendogli delucidazioni in merito alla divinità da interpellare per sanare il problema; questi, dopo aver consultato gli archivi del mwratempio di Hut Ibety, rivelò al faraone che il responsabile era il dio mwrgKhnum ad mwrwElefantina. Zoser, quindi, si recò personalmente al tempio del dio per omaggiarlo con ricche offerte. Il Dio, placato dal gesto del faraone, gli venne in sogno assicurandogli che il Nilo sarebbe "risorto" e non avrebbe mai più "abbandonato la terra d'Egitto".cite-ref-14[14]
Imhotep come Kher-heb
Imhotep ricoprì inoltre l'importante compito di "mwtgKheriheb her tep", traducibile con "primo sacerdote lettore". Quest'ultimo aveva il compito di recitare le letture dal libro sacro e, siccome la religione egizia credeva che questi testi religiosi avessero poteri magici, era considerato un ponte tra il mondo divino e quello terreno. Il Kheri-heb prendeva inoltre parte alla liturgia delle offerte funerarie, in cui si riteneva che le offerte assumessero sostanza spirituale; il mwtwsacerdote, in comunione con i cari del deceduto, mangiava i cibi santificati per entrare in contatto con il morto e con le divinità protettrici. Questa figura presiedeva anche il rituale dell'mwuaapertura della bocca, in cui si tentava di dare sembianze umane ad una statua simulacro del faraone defunto, aprendogli la bocca come se potesse parlare e inumidendogli gli occhi come se potesse vedere. Poiché ricopriva tali ruoli, il Kheri-heb era considerato il mediatore privilegiato tra il faraone e le potenze ultraterrene.cite-ref-15[15]
In riferimento al rituale di mwvgimbalsamazione, si riporta che:
«La tua anima si unisce a Imhotep, mentre tu ti trovi nella valle dei morti, ma il tuo cuore si rallegra, perché non ti stai recando nella terra tumultuosa di Sebek e in virtù del fatto che tu sei come un figlio nella dimora accogliente del padre e fa ciò che è gradito nella città di
Tebe
.
»
La medicina al tempo di Imhotep
L'Egitto è sempre stato, durante la classicità, un regno pioniere nell'evoluzione della medicina, sia nella diagnosi che nella terapia.cite-ref-18[18] La medicina era generalmente associata alla magia e la figura del medico spesso coincideva con quella del mago.
È possibile analizzare alcune pratiche mediche della terza dinastia a partire dall'analisi di alcuni antichissimi papiri (il più importante dei quali è il mw2qpapiro Ebers): vi era infatti un'accurata conoscenza dello mw2gscheletro e dei metodi di gestione dei traumi osteoarticolari, una buona conoscenza del mw2wsistema vascolare e dell'azione cardiaca (se pur fosse diffusa la convinzione secondo cui nelle mw3aarterie circolasse aria anziché sangue).cite-ref-19[19]
La mw4gchirurgia, di contro, non era ben sviluppata: essa consisteva in mw4wamputazioni e mw5atrapanazioni esercitate senza mw5qanestesia da parrucchieri o macellai (e non di rado il paziente decedeva per il dolore o per i traumi subiti durante l'operazione).cite-ref-20[20]
Una pratica molto comune, caratteristica di tutta l'epopea egizia, era la mw6wmummificazione: il cadavere del defunto veniva depauperato dei visceri (e ciò facilitò il progresso delle conoscenze anatomiche), ad eccezione del mw7acuore che, considerato sede dello spirito del defunto, doveva essere il mezzo per giudicare le colpe del morto nell'oltretomba.cite-ref-cita-hurry-p78-21-0[21] Gli organi interni rimossi venivano conservati all'interno di speciali vasi, detti mw8qvasi canopi che venivano deposti nella tomba durante i riti funebri e consegnati con il defunto alla nuova vita eterna. Secondo le scritture, il cuore veniva poi pesato su una bilancia da mw8gAnubi, confrontandolo con una piuma (simbolo di "leggerezza dell'anima", quindi di giustizia). Nel caso la piuma fosse stata più pesante del cuore, avrebbe garantito la vita eterna al possessore. In caso contrario, questi veniva dato in pasto all'essere ibrido mw8wAmmit, la "Divoratrice" (questo gesto rappresentava la morte eterna dell'individuo). Dopo l'asportazione degli organi si procedeva alla mw9adisidratazione del corpo tramite l'introduzione di questo, per un periodo di circa 40 giorni, in mw9qnatron (un sale di sodio esistente in natura che si depositava nelle pozze di esondazione del Nilo dopo il loro prosciugamento). Il corpo svuotato dagli organi veniva poi lavato con delle sostanze mw9gantibatteriche e, dopo questa operazione, nell'addome venivano introdotte bende impregnate di natron, pezzi di mw9wlino e mw-asegatura. Il corpo veniva poi ricoperto con lo stesso sale ed infine unto con appositi oli balsamici (resine di conifere ed altre piante, cere d'api, oli aromatizzati ecc.). Al termine di questa fase il cadavere si presentava completamente disidratato, seppur ancora riconoscibile. L'incisione addominale veniva allora coperta con una placca metallica detta l'mw-qocchio di Horo. Successivamente il corpo veniva coperto con strisce di tela di lino spesso impregnate di mw-gresina, principalmente per una migliore presentazione estetica del cadavere.
La pratica delle terapie era strettamente empirica, ciò non escludeva però una discreta conoscenza dei processi patologici: i rimedi terapeutici erano classificati in categorie simili alle moderne categorizzazioni biochimiche dei farmaci (ad esempio ipnotici o mw-asedativi) e sfruttavano le proprietà chimiche di molte sostanze conosciute (come il mw-qmiele, che era risaputo avere proprietà mw-gantisettiche).cite-ref-cita-hurry-p78-21-1[21] Ogni mezzo terapeutico era applicato previa formula magica: le malattie erano attribuite ad uno spirito maligno che si impossessava del corpo o alla punizione di una qualche divinità, compito del mago-medico era scoprire l'origine di questo male e scacciare gli spiriti. Una conoscenza approfondita dell'igiene prova un grande stato di civilizzazione.cite-ref-22[22]
Gli egizi erano particolarmente attenti nella salvaguardia della propria salute: le case delle persone erano cosparse di fumi magici per tenere lontano gli spiriti e vi era estrema attenzione alla cura della propria persona.
Imhotep come dio della medicina
Per molti anni Imhotep non fu classificato come una divinità: inizialmente, a fronte dei successi della sua attività di medico, fu considerato un mwaqosemidio (un essere sovrumano considerato di origini umane ma di natura divina). Durante la mwaqsIII dinastia, periodo particolarmente produttivo per la tecnica egizia, si sentì la necessità di aumentare il numero di eroi e di divinità con il crescere del numero delle arti pratiche. Tra le divinità da invocare in caso di necessità si scelse Imhotep: era possibile per dei comuni mortali diventare divinità in quanto il loro mwaqwKa, la parte di anima che sopravvive alla morte, poteva essere deificato.cite-ref-23[23]
Nelle numerose statuette bronzee rappresentanti il suo passaggio da semidio a dio, Imhotep presenta chiari segni delle sue origini umane: appare come un saggio seduto su un trono privo dello scettro o della barba, elementi rappresentativi delle divinità.cite-ref-24[24]
Il culto di Imhotep agli albori era unicamente associato alla sua tomba, situata nel deserto antistante la città di Menfi. Col passare del tempo tuttavia la venerazione nei suoi confronti si diffuse in tutto l'Egitto.cite-ref-25[25]
È documentata con certezza la presenza di almeno tre templi costruiti in onore di Imhotepcite-ref-2-26-0[26]: uno al mwasqMenfi, uno a mwasuFile ed uno a Tebe. Il tempio di Menfi, chiamato dai Greci Asclepieo, "τὸ πρὸς Μέμφιν μέγα Ἀσκληπιεῖον", rappresentava un importante polo ospedaliero dell'epoca ed una rinomata scuola di magia e medicina; esso era situato nei pressi del mwascSerapeo, un importante tempio associato al culto di mwasgSerapide, divinità spesso venerata in associazione con Imhotep (tanto che sono presenti numerosi altari dedicati ad Imhotep nel Serapieion stesso).cite-ref-27[27]
Tuttavia il culto taumaturgico di Imhotep non può essere ascritto unicamente all'opera di questi tre plessicite-ref-2-26-1[26]. Vi sono fonti che riportano l'esistenza di un "mwatisanatorium" situato al piano terra del mwatmtempio funerario di Hatshepsut, sotto le scogliere di mwatqDeir el-Bahari, dedicato alla figura di Imhotep e a quella di Amenohotep, figlio di mwatuHapi (entrambi ritenuti patroni della salute).cite-ref-28[28]
Un'altra leggenda collegata al culto di Imhotep narra di un uomo di nome Satmi Khamuas, figlio del faraone Usermares, il quale non aveva avuto figli maschi dalla moglie Mahituaskhit; la donna, afflitta per la situazione, decide quindi di recarsi a chiedere aiuto alla forza del dio Imhotep, il quale, apparendole in sogno, le consiglia le giuste procedure per concepire un figlio maschio. La giovane Mahituaskhit, come da indicazioni, indossa un amuleto rappresentante Imhotep assiso in trono e, grazie a questo gesto, riesce a concepire un bambino: Senosiris.cite-ref-1-30-0[30] Da questo episodio è possibile comprendere la diffusa pratica di portare al collo amuleti propiziatori di Imhotep per fortificare la propria salute, in particolar modo in caso di gravidanza travagliate.cite-ref-31[31]
Una delle pratiche comunemente associata al culto di Imhotep era il "sonno incubatore": in templi appositamente dedicati, i malati venivano fatti addormentare su delle lastre di pietra rialzate circondate da mwau8serpenti velenosi.cite-ref-32[32] Il malato, in sogno, riceveva dalla divinità stessa le indicazioni terapeutiche sulle pratiche necessarie alla guarigione; queste venivano successivamente interpretate ed eseguite da sacerdoti qualificati. Imhotep divenne per questo noto con l'epiteto di "colui che protegge e cura gli uomini"; il suo culto era associato sia alla cura dei malati che alla salvaguardia dei sani.
Ad Imhotep, inoltre, erano tributate ben cinque giornate di festa nel corso di tutto l'anno, che cadevano in date significative per la vita della divinità: mwavu31 maggio (associato alla nascita di Imhotep), 27 dicembre (giorno associato alla glorificazione della sua immagine, il significato di tale data è ancora sconosciuto), mwavy1º luglio (morte di Imhotep), 7 luglio (funerale) e 19 aprile (deificazione).cite-ref-33[33] Nel corso dell'ellenismo i greci lo incorporarono nel mwavsPantheon con il nome di Asclepio, poi latinizzato in mwavwEsculapio.cite-ref-34[34] Il culto di Imhotep venne progressivamente meno con l'avvento del mwaweCristianesimo.
Nella cultura di massa
• mwawuImhotep è il nome del principale antagonista di vari film della mwawyUniversal Pictures, prima di tutto il film del 1932 mwawcmwawgLa mummia, e a seguire la trilogia mwawkmwawoLa mummia iniziata nel 1999.
• È stato anche creato un gioco da tavolo chiamato mwawwImhotep: Builder of Egypt, creato dall'australiano Phil Harding.
• In un episodio della serie fantascientifica mwaw4mwaw8Stargate SG-1 è presente come antagonista il Goa'uld Imhotep, ispirato alla mitologia egizia.
• Imhotep è presente anche nel videogioco mwaxeImperivm Gbr nella campagna "Le grandi sfide di Roma". Nel capito "l'Egitto alle armi" figura un sacerdote, il quale riporta il suo nome.
Letteratura
• Imhotep è il protagonista del libro mwaxymwaxcIl mago del Nilo: Imhotep e la prima piramide, scritto dall'autore francese mwaxgChristian Jacq e pubblicato in Francia e Italia nel 2017.
• L'autore francese mwaxoBernard Simonay ha scritto una serie di tre romanzi (divisi in cinque nelle pubblicazioni italiane della mwaxsPiemme) chiamata mwaxwLa leggenda di Imhotep; nella trilogia Imhotep è un personaggio secondario, che però funge da fulcro nella saga.
• Viene citato da Toth nel romanzo mwax4mwax8L'ombra del serpente della trilogia mwayamwayeThe Kane Chronicles, opera dello scrittore statunitense mwayiRick Riordan; in questi libri Imhotep è il primo mago mortale, reso dio dopo la morte.
Note
cite-note-41. mwazsmwazwBaldwin,mwaz0 p. 237.
cite-note-72. mwaa8mwabaBaldwin,mwabe p. 61.
cite-note-163. mwaeumwaeyHurry,mwaec p. 15.
cite-note-1818. ↑ mwafeErodoto, mwafiLe storie II, 84.
Bibliografia
• citerefbaldwin(EN) Earl Baldwin, Egyptian architecture as cultural expression, Londra, D. Appleton-Century company incorporated, 1938, p. 264, ISBN 0-89257-040-7.
• citerefblomstedt(EN) Patric Blomstedt, Imhotep and the discovery of cerebrospinal fluid, vol. 2014, Anatomy Research International, 2014, p. 2.
• citerefbreasted(EN) James Henry Breasted, A history of Egypt, from the earliest times to the Persian conquest, New York, Charles Scribner's sons, 1909, p. 624.
• citerefgriffith(EN) Francis Llewellyn Griffith, Stories of the High Priests of Memphis (TXT), Londra, Clarendon press, 1900, p. 207, ISBN 978-1-4179-1903-1.
• citerefhurry(EN) Jamieson Boyd Hurry, Imhotep, the Vizier and Physician of King Zoser and Afterwards the Egyptian God of Medicine (PDF), Londra, Oxford University Press, 1926, p. 118.
• citerefmaspero(FR) Gaston Maspero, Études égyptiennes, Parigi, Imprimerie nationale, 1886, p. 311.
• citerefsethe(DE) Kurt Heinrich Sethe, Imhotep der Asklepios der Ägypter: ein vergötteter Mensch aus der Zeit des köning Doser, vol. 2, Lipsia, Johann Conrad Hinrichs, 1902, p. 133.
• (IT) Pasquale Barile, Imhotep. l'architetto dell'eternità, Enigma Edizioni, p.mwami 235.
Voci correlate
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• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Imhotep
Collegamenti esterni
• citereftreccani-itImhòtep, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaGiulio Farina, IMHOTEP, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1933.
• citerefdizionario-di-storiaImhotep, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefbritannica-com(EN) Imhotep, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• (EN) Imhotep, su Comic Vine, Fandom.
• mwane(EN) Luoghi legati a Imhotep su Himetop, The History of Medicine Topographical Database, su himetop.wikidot.com.